Olivo o Ulivo

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Olivo o Ulivo

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Olivo, ulivo o uliva qual è la forma più corretta?

 

Albero d'olivo, albero d'ulivo o albero d'uliva? Nella storia della letteratura italiana vi è un uso oscillante di queste forme; ad oggi possiamo dire che Olivo è il termine più diffuso e utilizzato, Ulivo è una variante (molto diffusa in toscana), mente Uliva è letterario. 

Chiarito questo dubbio scopriamo qualcosa di più circa la sua storia e le sue caratteristiche.

Anche se la sua capillare diffusione nel bacino del Mediterraneo data tre o forse quattro millenni, nei quali si è acclimatato, riprodotto e diversificato, solo in tempi relativamente recenti l'olivo è stato oggetto di approfonditi studi di carattere botanico e agronomico, collegati alla produzione di olio extravergine di oliva. Oggi possiamo dire che nella specie Olea europea L., appartenente alla famiglia delle Oleacee, si distinguono le varietà Oleaster, pianta selvatica che è parte integrante dell’ecosistema definito macchia mediterranea, e Sativa, la pianta coltivata per la produzione di olio evo. 

Se la forma spontanea (oleaster) ha l’aspetto di un grosso cespuglio, in quella domestica prevale solitamente un unico tronco che può generare dal piede polloni e nuove radici. La possibilità di sostituire gli arti danneggiati con altre emissioni aeree e radicali è il segreto della leggendaria longevità della specie, rispetto alla quale non mancano le testimonianze di piante considerate millenarie: dall’olivo detto di Platone, ad Atene, a quelli dell’orto del Getsemani, emblematico è il gigantesco olivo di Canneto Sabino, vicino a Roma, che è considerato il più vecchio d'Europa. Scientificamente si è stabilito, attraverso l'esame al carbonio C14, che la data di nascita risale ai tempi di Anco Marzio quarto re di Roma.  

L'albero di olivo

É una pianta sempreverde il cui sviluppo varia a seconda delle condizioni pedo-climatiche del luogo di coltivazione, della cultivar e dal sistema d'allevamento. In condizioni ottimali può raggiungere i 15 metri di altezza. La maggior parte dell'apparato radicale, di tipo fascicolato nelle piante adulte, è localizzato nei primi 50-60 cm di terreno. Si approfondisce maggiormente nei terreni sabbiosi, mentre nei terreni argillosi le radici rimangono più superficiali. Dall'apparato radicale, superiormente al colletto, si sviluppa il tronco in forma abbastanza regolare nelle piante più giovani, decisamente contorto e provvisto di vistose escrescenze, dette ovuli, nelle piante adulte.

 

Dal tronco prendono origine le branche, in numero variabile a seconda del sistema di allevamento, che si dividono in principali e secondarie. Su queste ultime sono inseriti i rami fruttiferi e i germogli in fase di crescita. Il complesso dei rami e dei germogli costituisce la chioma.

 

Le foglie, lanceolate con picciolo corto, hanno lembo piatto e bordi leggermente ricurvi. Lucenti, colorate di verde più o meno intenso nella parte superiore, mostrano dell'inferiore un colore bianco-argento per la presenza di peli stellati che hanno il compito di preservare la pianta dall'eccessiva traspirazione. Le infiorescenze, che nascono dalle gemme ascellari dei rami da frutto, vengono chiamate mignole. Ogni mignola è composta da un numero variabile di fiori compreso fra i 10 e i 20.  Il fiore, poco appariscente, porta sia gli organi maschili che femminili. Il frutto è una drupa di grandezza e forma variabile a seconda della cultivar e dalle condizioni pedo-climatiche del sito di coltivazione.

 

Il frutto dell'olivo si compone di calice, ovario, ovuli, corolla, pistillo, stami, epicarpo (buccia), mesocarpo (polpa), endocarpo (nocciolo) ed embrione. Dalla frangitura dei frutti si ottiene il più nobile tra i grassi vegetali, l'olio extra vergine di oliva. 

11/May/21

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