L'ulivo nella letteratura

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L'ulivo nella letteratura

L'ulivo nella letteratura - Coppini Arte Olearia

L'ULIVO, PROTAGONISTA DELLA LETTERATURA

 

 

Anche la letteratura di tutti i tempi ha reso omaggio a questa pianta secolare. Ecco una breve carrellata di brani e di poesie che vedono come protagonista l’ulivo e il suo prezioso frutto.

 

 

“Ho piantato olivi nella tua città di Eliopoli con giardini e molta gente; da queste piante si estrae l’olio, un olio purissimo, per mantenere accese le lampade del tuo santuario. Dal papiro Harris (1198-1166 a. C.) C’era un tronco ricco di fronde, d’ulivo dentro il cortile, florido, rigoglioso, era grosso come una colonna: intorno a questo murai la stanza finché la finii, con fitte pietre, e di sopra la copersi per bene, robuste porte ci misi, saldamente commesse. E poi troncai la chioma dell’olivo fronzuto e il fusto sul piede sgrossai.”

Odissea. Omero

 

 

“Fin qui ho trattato dei lavori dei campi e delle stelle del cielo; ora canterò te o Bacco, e insieme a te le piante silvestri e la prole dell’ulivo tardo nel crescere.”

Georgiche. Virgilio

 

“La dea ritrae se stessa con lo scudo con la lancia dalla punta acuta, con l’elmo e con l’egida che le difende il petto: rappresenta sulla tela la nascita dell’olivo pallido che spunta, già carico di bacche, dal suolo percosso dalla lancia; gli dei sono meravigliati: la dea conclude la sua opera con l a rappresentazione della sua vittoria.”

Le metamorfosi. Ovidio

 

“Sovra il candido vel cinta d’uliva donna m’apparve sotto verde manto.”

Divina Commedia - Purgatorio, Dante

 

 “E come abete in alto si digrada di ramo in ramo, cosí quello in giuso, cred’io, perché persona su non vada. Dal lato onde ‘l cammin nostro era chiuso, cadea dell’alta roccia un liquor chiaro e si spandeva per le foglie suso.”

Divina Commedia - Purgatorio, Dante

 

 “Che pur con cibi di liquor d’ulivi lievemente passava caldi e geli, contento ne’ pensier contemplativi. Render solea quel chiostro a questi cieli fertilemente; e ora è fatto vano, sí che tosto convien che si riveli.”

Divina Commedia - Paradiso, Dante

 

“Soffocato dal sole e dalla polvere ho corso queste cinquanta miglia – e sempre pieno di voi, e vinto dal desiderio della mia patria, e funestato dalle disavventure de’ medici cari – il mio olio e il mio vino è scarso e tante piaghe!”

Lettera a Isabella Albrizzi, Ugo Foscolo

 

“Cosé va fatto! Le nostre opere non devono mirare solo al presente, ma all’avvenire, non a noi soli, ma ai discendenti nostri. E allora i discendenti, anche lontani, prenderanno un poco d’olio degli ulivi che noi abbiamo piantato.”

L'uomo giusto di Barga, Giovanni Pascoli

 

 “L’olio cantò con murmure sommesso; un acre odore vaporò per tutto.”

Il Desinare, Giovanni Pascoli

 

“Tu, placido, pallido ulivo, non dare a noi nulla; ma resta! ma cresci, sicuro e tardivo, nel tempo che tace! ma nutri il lumino soletto dell’ultima pace!”

La Canzone dell'Ulivo, Giovanni Pascoli

 

“E come li amo que’ miei quattro olivi che al portatoio (sono morinelli) gridano ogni anno - Buon per te se arrivi - Nonno di nonno li piantò; ma quelli Buttano ancora la mignola, mentr’esso Da un po’ non sente cinguettar gli uccelli!”.

L'oliveta e l'orto, Giovanni Pascoli

 

 “Olivo, albero essenziale, dall'ombra lieve come una carezza, eppure ossuto, e nodoso, e carico di ferite, uguale alla vita. Immagine di ciò che più amiamo! Sempre un tuo ramo trovi la colomba in volo dopo i diluvi.  E siano i figli virgulti d'olivo intorno a ogni mensa; e perfino la cenere fatta di sue foglie e d'argento plachi le tempeste...”

L’albero dall’ombra lieve, David Maria Turoldo

  

“La vita non è uno scherzo. Prendila sul serio, come fa lo scoiattolo, ad esempio, senza aspettarti nulla dal di fuori o nell’al di là. Non avrai altro da fare che vivere. La vita non è uno scherzo. Prendila sul serio, ma sul serio a tal punto che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate, o dentro un laboratorio col camice bianco e grandi occhiali, tu muoia affinché vivano gli uomini, gli uomini di cui non conoscerai la faccia, e morrai sapendo che nulla è più bello, più vero della vita. Prendila sul serio, ma sul serio a tal punto che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi, non perché restino ai tuoi figli, ma perché non crederai alla morte pur temendola, e la vita peserà di più sulla bilancia.”

Alla Vita, 1948, Nazim Hikmet

 

“Olio con sapiente arte spremuto Dal puro frutto degli annosi olivi, Che cantan – pace! – in lor linguaggio muto Degli umbri colli pei solenti clivi, Chiaro assai più liquido cristallo, Fragrante quale oriental unguento, Puro come la fè che nel metallo Concavo t’arde sull’altar d’argento, Le tue rare virtù non furo ignote Alle mense d’Orazio e di Varrone Che non sdegnàr cantarti in loro note…”

L’Olio, Gabriele D’Annunzio

 

"Laudato sia l’ulivo nel mattino! Una ghirlanda semplice, una bianca tunica, una preghiera armoniosa a noi son festa. Chiaro e leggero è l’arbore nell’aria. E perché l’imo cor la sua bellezza / ci tocchi, tu non sai, noi non sappiamo, non sa l’ulivo. Esili foglie, magri rami, cavo tronco, distorte barbe, piccol frutto, ecco, e un nume ineffabile risplende nel suo pallore!…”

L’Ulivo, Gabriele D’Annunzio

 

"Olivi, alberi sacri, o voi che intenti nel terribile ardor meridiano udite il mare, o voi che il verbo arcano udite nel fragor dei firmamenti, olivi, alberi sacri, udite, udite la preghiera dell’uomo!"

Agli Olivi, Gabriele D’Annunzio

 

"Pacifera è l’oliva e tarda e pingue, da poi che gemuto ha sotto la mola, si raddolcisce e più non fa parola"

Laudi, Gabriele D’Annunzio

 

 

“Pure colline chiudevano d’intorno marina e case; ulivi le vestivano qua e là disseminati come greggi, o tenui come il fumo di un casale che veleggi la faccia candente del cielo. Tra macchie di vigneti e di pinete, petraie si scorgevano calve e gibbosi dorsi di collinette: un uomo che là passasse ritto s’un muletto nell’azzurro lavato era stampato per sempre - e nel ricordo”.

Fine dell'infanzia, Eugenio Montale

 

“Il campo di ulivi s’apre e si chiude come un ventaglio. Sull’oliveto c’è un cielo sommersoe una pioggia scuradi freddi astri. Tremano giunco e penombra sulla riva del fiume. S’increspa il vento grigio. Gli ulivi sono carichi di gridi. Uno stormo d’uccelli prigionieri che agitano lunghissime code nel buio.”

Paesaggio, Federico Garcia Lorca

 

“Forse invoca e invoca vergini l’antico mare epitalàmico; forse noi tutte non siamo che quell’una che chiamavano Nausicaa”

“Forse baciamo meglio sulle dune che sugli usci delle case, suggendo bocca e offrendo bocca in mandorle dolci e amare”

“Sfrondatrici d’olivi, raccoglitrici di mandorle, siamo venute dal Manserratper congiungerci alla mareggiata…”.

Donne catalane, Gabriela Mistral

 

“Il tempo che si rinfresca ed il mare che si increspa, Tutto mi dice che l’inverno è arrivato per me E che bisogna, senza indugio, raccogliere le mie olive, E offrirne l’olio vergine all’altare del buon Dio.”

Gli olivi, Gabriela Mistral

 

“È la Liguria una terra leggiadra, il sasso ardente, l’argilla pulita s’avvivano di pampini al sole. È gigante l’ulivo.”

Liguria, Vincenzo Cardarelli

 

 

26/Nov/18

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